Protocollo di legalità

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Il 28 ottobre 2014 Confindustria Trapani ha sottoscritto con la Prefettura di Trapani un protocollo di legalità avente come obiettivo prioritario quello di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia attraverso una stretta collaborazione tra imprese e pubbliche autorità, per rendere efficaci i controlli ed il monitoraggio, assicurando adeguati strumenti di prevenzione in materia di appalti per lavori, servizi e forniture.


Un’altra esigenza che il protocollo sottoscritto intende soddisfare, nelle more dell’attivazione della Banca Dati Nazionale unica della Documentazione Antimafia, è inoltre quella di assicurare il tempestivo rilascio della documentazione antimafia alle imprese aderenti al Protocollo, nonché ai loro fornitori iscritti o da iscrivere nelle vendors list.
 

A fronte di tali obiettivi, le imprese che volontariamente decidono di aderire al Protocollo sono tenute a presentare apposita domanda debitamente compilata con tutti i dati in modo da consentire alla Prefettura, che la riceverà per il tramite di Confindustria Trapani, di fare tutti i controlli nei confronti dei soggetti sottoposti alle verifiche antimafia ex art. 85 D.lgs 159/2011 e dei familiari conviventi risultanti dalle dichiarazioni sostitutive che dovranno essere rese da ognuno di essi (in allegato trovate una tabella che indica tutti i soggetti sottoposti a controlli per i diversi modelli societari). Tutta la documentazione dovrà essere presentata presso gli uffici di Confindustria Trapani in originale.

 

Gli obblighi di carattere generale assunti dalle imprese aderenti sono i seguenti:

  • Comunicare alla nostra Associazione i dati relativi ai soggetti sottoposti alle verifiche;
  • Comunicare tempestivamente alla nostra Associazione ogni variazione delle informazioni riportate nel proprio certificato camerale;
  • Comunicare alla nostra Associazione la vendors list e i relativi aggiornamenti, ove esistenti, ogni sei mesi;
  • Denunciare tempestivamente eventuali fenomeni estorsivi nei propri confronti e/o nei confronti di dipendenti, rappresentanti, loro familiari o altri soggetti legati all’impresa da rapporti professionali;
  • Non avvalersi, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, di forme di intermediazione o di rappresentanza indiretta per l’aggiudicazione di commesse pubbliche;
  • Attuare e rispettare tutte le prescrizioni di legge relative alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e assicurare il pagamento delle retribuzioni, dei contributi previdenziali e assicurativi e delle ritenute fiscali relative ai propri dipendenti.

 

Inoltre, le imprese che aderiscono al protocollo di legalità sono tenute a prevedere nel testo dei contratti clausole risolutive espresse ex art. 1456 c.c. per le ipotesi di:

 

  1. Sopravvenuta adozione da parte della Prefettura nei confronti dell’impresa contraente di una comunicazione ostativa e/o di una informazione interdittiva antimafia;
  2. Sentenza di condanna, anche non passata in giudicato, per reati di associazione mafiosa, applicazione di una misura cautelare per fatti di associazione mafiosa, di misure di sicurezza o di prevenzione a carico dell’impresa contraente o dei propri vertici;
  3. Mancato rispetto dell’obbligo di denuncia e degli altri obblighi previsti dal protocollo anche in tema di tracciabilità dei flussi finanziari;
  4. Grave violazione degli obblighi in materia di regolarità retributiva e contributiva e di salute e sicurezza sul lavoro.

L'assunzione di tali impegni da parte del contraente prescinde dal fatto che questi abbia formalmente aderito al Protocollo e dalla sua stessa appartenenza al sistema di Confindustria.

 

Vendors list: modalità di predisposizione, limiti di valore e contenuto


La vendors list è prevista per far fronte all’esigenza di una adeguata selezione e qualificazione dei partner commerciali con i quali ci si appresta a stipulare un contratto.
 

A tal proposito le imprese che aderiscono al protocollo sono tenute a:

 

  • acquisire tutti i dati concernenti le proprie imprese fornitrici, appaltatrici e subappaltatrici. A tale scopo, le imprese aderenti richiedono alle potenziali controparti, oltre agli elementi richiesti dall’art. 85 del Codice Antimafia anche i dati societari;
  • trasmettere i dati sopra indicati a Confindustria Trapani, con la liberatoria per il trattamento dei dati personali, per il successivo inoltro alla Prefettura della richiesta di rilascio della documentazione antimafia (comunicazione o informazione in dipendenza della soglia dei contratti stipulati). Resta fermo che non occorre la richiesta di informazione antimafia, così come di comunicazione antimafia, nel caso di iscrizione dell’impresa contraente in una white list prefettizia.
  • fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni di legge speciale (es. in materia di ricostruzione post sismica, EXPO 2015, ecc.) non stipulare il contratto o subcontratto o a risolverlo immediatamente, qualora fosse stato già firmato (conformemente alle apposite clausole risolutive espresse inserite nei contratti con le imprese contraenti), nel caso in cui intervenga una informazione interdittiva della Prefettura. Il medesimo obbligo è previsto laddove venga rilasciata una comunicazione antimafia ostativa. In tali casi, l'impresa aderente al Protocollò dovrà estromettere dalla propria banca dati (vendors list) l'impresa contraente cui si riferiscono tali informazioni ostative.

 

Per quanto concerne le cc.dd. "attività a rischio", fermo restando quanto previsto dalla Direttiva del Ministro dell'Interno del 23 giugno 2010, avente ad oggetto "Controlli antimafia preventivi nelle attività a rischio di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali", le imprese aderenti al Protocollo si impegnano a:

 

  • rispettarne i principi nell'esecuzione di contratti privati;
  • richiedere, attraverso l'articolazione territoriale di Confindustria, le informazioni antimafia di cui all'ari. 91 del D.Lgs. n. 159/2011 per i contratti pubblici o privati, indipendentemente dal loro valore, per le imprese impegnate nelle c.d. "forniture e servizi sensibili", fatto salvo quanto previsto dall'art. 7 del D.P.C.M. 19 aprile 2013 in tema di equipollenza dell'iscrizione nelle white list all'informazione antimafia.

 

Per forniture e servizi sensibili si intendono quelli di seguito indicati:

  1. trasporto di materiale a discarica anche per conto di terzi;
  2. trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento rifiuti per conto di terzi;
  3. estrazione, fornitura e/o trasporto di terra e materiali inerti;
  4. acquisizioni, dirette o indirette, di materiale da cava per inerti e di materiale da cave di prestito per movimento terra;
  5. confezionamento, fornitura e/o trasporto di calcestruzzo e/o di bitume;
  6. fornitura di ferro lavorato;
  7. noli a freddo di macchinari;
  8. fornitura con posa in opera e noli a caldo;
  9. servizio di autotrasporto;
  10. guardianie dei cantieri.

La Prefettura competente, effettuate le verifiche di rito, comunica l'esito degli accertamenti all'Associazione che, a sua volta, ne informa l'impresa richiedente.
A tutela della riservatezza degli eventuali dati dì natura giudiziaria degli operatori "scrutinati", la comunicazione che la Prefettura invia all'Associazione richiedente è priva di qualsiasi riferimento a tali dati e si limita ad attestare la sussistenza o meno dei motivi ostativi di cui all'art. 67 del Codice antimafia e/o dei tentativi di infiltrazione mafiosa; meglio descritti nel provvedimento che, invece, viene trattenuto al fascicolo aperto presso l'Ufficio Antimafia della Prefettura.


Nei casi di urgenza, fermo restando quanto previsto dall'art. 92, comma 3, del Codice antimafia, l'impresa aderente può procedere ugualmente alla stipula del contratto, anche in assenza dell'informazione antimafia, dando preventiva comunicazione dell'intendimento preso all'Associazione di appartenenza e, per il tramite di questa, alla Prefettura. In tal caso, il contratto è stipulato sotto condizione risolutiva, inserita in una clausola espressa, che non intervenga un successivo provvedimento interdittivo da parte della Prefettura.


Nei casi di contratti relativi a lavori, servizi o forniture dichiarati urgenti per i quali è richiesto il rilascio della comunicazione antimafia, l'impresa aderente può procedere alla stipula del contratto anche in assenza del provvedimento liberatorio prefettizio, previa comunicazione dell'intendimento preso all'Associazione di appartenenza e, per il tramite di questa, alla Prefettura, cui va allegata apposita dichiarazione con la quale il soggetto privato da sottoporre ad accertamento antimafia attesti che nei propri confronti non sussistono le cause di divieto, decadenza o sospensione di cui all'ari. 67 del D.Lgs. n, 159/2011. La predetta dichiarazione deve essere sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica di un documento di identità del sottoscrittore. Il contratto è stipulato sotto condizione risolutiva che non intervenga un successivo provvedimento interdittivo da parte della Prefettura.